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Docente di Dizione per la Roma Film Academy - Gaia Benassi

La dizione - scopri di più -

In un’epoca di sciatteria linguistica, credo che la conoscenza e la padronanza della propria lingua siano indispensabili per tutti, tanto più per dei professionisti della comunicazione.

Padroneggiare uno o più dialetti è indiscutibilmente una grande ricchezza per un attore ma deve essere una scelta interpretativa e non l’unica via conosciuta. L’ortoepia, ovvero la corretta dizione delle parole, è parte integrante del bagaglio tecnico attoriale e il suo studio richiede impegno e costanza.

Inizialmente l’approccio alla dizione getta in confusione, fa nascere dubbi sulla pronuncia delle parole più comuni e chi ci conosce da una vita ci prenderà in giro perché “parliamo strano”.

Ma grazie alla pratica costante, all’articolazione precisa dei suoni, alla cura della parola e dell’ascolto, la pronuncia corretta diventerà ogni giorno più naturale e comoda.

Dopo lo studio della teoria (regole dell’ortoepia) e della tecnica (corretta respirazione e articolazione, che diano la giusta dignità a tutti i fonemi, al fine di una comunicazione chiara nel rispetto dell’ascoltatore-spettatore), metteremo in pratica le nuove competenze nella lettura. Mi riferisco, ovviamente, ad una lettura interpretata di livello professionistico per l’interpretazione di audiolibri e podcast, oggi sempre più in voga.

Leggere per qualcuno è dipingere con le parole: chi ascolta deve poter immaginare, percepire atmosfere ed emozionarsi. Quando è così, la lettura interpretata diventa una meravigliosa mania.

Gaia Benassi

Dizione

Sono un’attrice, ho avuto la fortuna d’incontrare il teatro da giovanissima e poi, la mia vita professionale mi ha fatto conoscere anche il cinema e la televisione, declinazioni diverse di una
stessa meravigliosa professione.

Sono nata a Ferrara e in Emilia Romagna ho avuto la mia
formazione attoriale e non (sono laureata in Lettere Classiche) ed i primi anni di attività lavorativa, nei quali ho avuto occasione di collaborare con L. Ronconi, M. Martone, C. Abbado.

Mi sono poi trasferita a Roma, dove ho fatto parte della compagnia La fabbrica dell’Attore di Nanni-Kustermann, partecipando come attrice e aiuto regista a diversi spettacoli, tra cui Il giardino dei ciliegi, La locandiera, Morire o non morire, Il gabbiano, Moravia, Dialoghi con Leucò, Tacking sides.

Ho spesso abbinato il ruolo di attrice a quello di aiuto regista e in tal senso vorrei ricordare due collaborazioni fra tutte: dal 2007 quella con L. Melchionna per la realizzazione di Dignità Autonome di Prostituzione (uno spettacolo innovativo e record di presenze di spettatori, il cui successo ha valicato i confini nazionali), Gente del Wyoming e Parole incatenate; dal 2018 quella con A. Gassmann per Qualcuno volò sul nido del cuculo, Il silenzio grande, Racconti disumani.

Ho all’attivo tre spettacoli miei, che mi piace definire di teatro-canzone, nei quali prosa e musica s’intrecciano fortemente: Sens’amore, Madremare e Costruzione in sì.

Per quanto riguarda il cinema, sopratutto interpretando ruoli comici, ho preso parte ad alcuni film: Da zero a dieci (L. Ligabue), La bellezza del somaro (S. Castellitto), La coppia dei Campioni (G. Base), Il Mammone (G. Bognetti).

Quest’ultimo anno mi ha vista impegnata nello spettacolo Don Juan in Soho (regia di G. Russo), e nei film Ma chi ti conosce (regia di F. Fanuele) e A sudden case of Christmas (una produzione internazionale per la regia di P. Chelsom).

Sono ormai diversi anni che affianco all’attività attoriale quella di insegnante di dizione e di lettura interpretata, e ho avuto l’opportunità
di dare la voce a podcast ed audiolibri disponibili sulle maggiori piattaforme.

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